SIGULA: Strategie per la conservazIone e valorizzazione di cipolle da salvaGUardare in LombardiA.

La cipolla (Allium cepa L.) è una delle specie orticole più coltivate al mondo e appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae J.St.-Hil. Il centro di origine della cipolla è considerato l’Asia centrale, con particolare riferimento alle regioni montuose di Pakistan, Iran e Turchia. Da lì, la cipolla si è diffusa in tutto il mondo, diventando uno degli ortaggi più coltivati e consumati.

L’Italia è riconosciuta come centro di domesticazione secondario della cipolla e, ancora attualmente, conserva un importante patrimonio di varietà locali (landraces), soprattutto nella parte centro-meridionale del paese.

Queste varietà sono fondamentali per la tutela della biodiversità agraria e come risorsa genetica per il miglioramento varietale, nonostante la larga diffusione di sementi ibride, le più comunemente utilizzate, quindi con un alto e continuo pericolo di erosione genetica.

In Italia, la cipolla rappresenta una coltura di grande rilevanza economica e colturale, ma i dati statistici più recenti evidenziano una contrazione della sua coltivazione. Secondo le stime ISTAT, tra il 2019 e il 2023 si è registrata una riduzione delle superfici coltivate (da circa 15.000 a 13.000 ettari, comprendendo anche il porro) e della produzione complessiva (da 4,9 a 3,9 milioni di quintali).

A questo si aggiungono recenti segnalazioni di un calo delle rese, imputabile soprattutto a condizioni climatiche avverse (elevata umidità, bassa radiazione solare) e alla crescente difficoltà nel controllo fitosanitario, anche a causa della limitata disponibilità di principi attivi efficaci. Pertanto, la salvaguardia in/ex situ e messa in coltura di varietà locali, poco utilizzate o “dimenticate” dall’agricoltura convenzionale, può costituire ancora un obiettivo valido da perseguire.

I semi di queste varietà lombarde sono dal 2009, e ancora attualmente, conservati presso la Banca del Germoplasma Vegetale dell’Università di Pavia ma anche presso il CREA-GB e, per Breme, la Banca Mondiale dei Semi delle Svalbard, Global Seed Vault (Norvegia), a testimonianza del loro valore strategico.

Tuttavia, i semi delle cipolle lombarde sono stati inseriti solo parzialmente nella banca del Germoplasma vegetale dell’Università di Pavia e oltre dieci anni fa (Breme e dorata di Voghera), con l’aggiunta solo in parte di nuove accessioni più recenti. Inoltre, non si è mai provveduto alla loro rigenerazione, fase che richiede un ciclo riproduttivo biennale.

Pertanto per completare una valida conservazione ex situ delle cipolle lombarde sarebbe necessaria una campagna di ricerca di eventuali nuove entità, una raccolta semi on farm, una moltiplicazione di questi ultimi e delle collezioni esistenti, in modo da mettere in sicurezza tale patrimonio genetico, ora non del tutto completo e soddisfacente.

Allo stesso tempo è necessario valutare la biodiversità complessiva a livello regionale e di zone confinanti, in termini di identità morfologica e genetica, ad oggi parzialmente nota.

Inoltre, per assicurare anche una conservazione in situ, è necessario approfondire il problema legato alla qualità dei semi, valutando sia la capacità di germinazione dei semi conservati, sia la quantità di semi prodotti durante la fase di riproduzione in campo. La conservazione in situ ed ex situ ricopre un ruolo centrale considerate le criticità, forse legate all’espansione di nuove malattie e ai cambiamenti climatici in atto, recentemente sollevate da diverse aziende agricole produttrici.

Per evitare di perdere definitivamente vecchie varietà è importante riprodurne la semente in modo da assicurare la conservazione e la disponibilità agli agricoltori attualmente in crisi.

Il progetto SIGULA, in sintesi, vuole rispondere a queste necessità.